Non vorrei, con questo mio scritto, risparmiare ad altri la fatica di pensare. Ma, se fosse possibile, stimolare qualcuno a pensare da sé.

Ludwig Wittgenstein

Otocinclus Affinis

lunedì 21 settembre 2009



L'otocinclus Affinis è un piccolo pesce d'acqua dolce, molto tranquillo e timido, appartenente alla famiglia dei Loricariidi. Gli Otocinclus sono molto utili perchè si nutrono prevalentemente di alghe e di tutti i tipi di organismi che colonizzano gli acquari. E' originario del Brasile sudorientale.

Morfologia
Corpo snello, a siluro, con bocca atta a succhiare; pinna dorsale impiantata su corta base ma piuttosto alta; lungo il corpo una fila di 23-24 placche ossee. Colore fondamentale grigio verde molto chiaro fino a giallo argilla; dorso più scuro, ventre biancastro o giallo chiaro; dall'apice del muso alla radice della coda una striscia longitudinale scura poco distinta; pinne incolori o verde pallido.
Dimensioni: fino a 4-5 cm.
Differenze sessuali: le femmine mature sono molto più massicce.

Comportamento
Pacifico e piuttosto timido quando viene inserito in un nuovo ambiente ma presa confidenza diventa molto attivo; può essere allevato solo con specie pacifiche e non troppo attive. E' un pesce territoriale e di branco per cui è meglio inserirne un certo numero. Durante il giorno vive nascosto; esce in cerca di cibo nelle ore crepuscolari e di notte; sta spesso appeso verticalmente ai vetri o alle piante.

Habitat
Acque correnti. Non ha particolari esigenze: pH tra 6,0 e 7,5 acqua media con una copiosa vegetazione con alghe e nascondigli. Acqua chiara, buon filtraggio; se possibile aggiungere estratto di torba. Temperatura: 20-26 °C; DGH 5-15°.



Alimentazione
Soprattutto cibo vegetale, insieme a resti di cibo e piccoli vermi. Gran mangiatore di alghe, ripulisce l'acquario da queste. Imparara facilmente a nutrirsi di pillole vegetali.

Riproduzione (vedi Corydoras)
Difficile. Il corpo della femmina è più arrotondato e grande. Non è specie prolifica, le uova aderiscono alle foglie e schiudono dopo 3 giorni. Gli avannotti vanno nutriti con naupli e vermiciattoli finemente tritati o con rosso d'uovo ridotto in polvere o con cibo secco molto minuto.

Note speciali
Bisogna non abbinarli a pesci molto più grossi o aggressivi, perché oltre a non farsi più vedere in giro, possono correre il rischio di essere mangiati. Adatto alla vasca comunitaria, allestire l'acquario con legni e sassi non taglienti.

Malattie

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Chromobotia macracanthus (ex Botia Macracantha)



Il Chromobotia macracanthus è un piccolo pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cobitidae, unica specie del genere Chromobotia. Conosciuto comunemente come Botia pagliaccio, è originario di Sumatra e del Borneo. Dalle movenze eleganti è molto apprezzato per la spettacolare livrea.
Sono pesci estremamente longevi: alcuni esemplari hanno raggiunto in cattività i 50 anni. Fino ad alcuni anni fa era classificato come Botia macracantha.

Morfologia
Il corpo affusolato, piatto sul ventre e leggermente incurvato sul dorso, e la bocca rivolta verso il basso, provvista di quattro paia di barbigli fanno capire come i Botia siano pesci di fondo.
In acquario aggiunge una lunghezza di 12-13cm, in natura può arrivare fino a 30cm. La linea ventrale è quasi dritta; la pinna dorsale inizia più avanti delle ventrali. Ha anche una piccola "spina" ai lati della testa, a cui bisogna prestare attenzione se si deve prendere il pesce con il retino, perché può rimanere impigliato.
Il colore fondamentale è il giallo-ocra a tratti rosso-arancione a cui si accosta una livrea formata da 3 bande verticali (una all'altezza della testa una a metà del corpo ed una prima della coda) di colore nero velluto. Tutte le pinne, comprese le pettorali, sono rosso sangue. Gli adulti perdono il colore arancio vivo per un più neutro giallo sporco, mantenendo però le pinne rossastre.
Il dimorfismo sessuale non è evidente ed è piuttosto difficile riconoscere i sessi.

Comportamento
Pesciolino vivace, vive in branchi. Ha spesso abitudini territoriali; per la difesa del territorio emette anche suoni simili a scoppiettii.
Come quasi tutti i pesci di fondo ha abitudini prevalentemente notturne, anche se non è raro vederlo durante il giorno. Ama restare rintanato negli incavi dei tronchi o sotto le pietre che dovranno essere sempre lisce, levigate e non calcaree.
Il Botia macracantha è senz'altro il pesce che più si adatta agli acquari di comunità: sono tranquilli e poco esigenti riguardo alla compagnia, si adattano facilmente, anche se è preferibile tenere più di un'esemplare (ma meglio non sovraffollare la vasca) perché, a differenza di altri Botia, soffre di solitudine se rimane solo (specialmente in età giovanile) e questo può portare ad apatia e deperimento dell'esemplare.
Dimostra la caratteristica di pesce di branco soprattutto nei momenti di relax; si ammassano l'uno sull'altro in un angolo riparato dell'acquario spesso in posizioni strane (sdraiato nella tipica posizione del morto a pancia in su o adagiato immobile su un fianco).
Si nota un'aggressività infraspecifica che si manifesta tra individui adulti. Sono tipici i combattimenti "testa contro coda" per il cibo in cui due (o più) esemplari si sfidano in quella che è una vera e propria prova di forza; durante queste dispute, durante le quali usano gli aculei che possiedono sotto l'occhio, i due Botia mutano la propria livrea assumendo specie nelle bande verticali scure una colorazione molto più tenue. Il vincitore della disputa mantiene questa particolare colorazione per tutto il periodo del pasto il che gli consente di avere la precedenza su qualsiasi boccone gli arrivi a tiro.

Habitat
Il botia pagliaccio è diffuso nelle acque fluviali dell'Indonesia, nelle isole di Sumatra e Borneo. Pesce di fondo vive in acque correnti o ferme. Necessita di molto spazio libero per il nuoto con molte piante acquatiche (2/3-3/4 di fitta vedetazione e il resto lasciato a spazio libero per il nuoto) e fondo sabbioso, morbido e spesso. Illuminazione tenue.
Predilige un continuo ricambio d'acqua fresca piuttosto tenera, ph 6.5/7.5 durezza intorno ai 10-12 °dGH ed una temperatura di 24-30 °C. E' molto sensibile alle variazioni repentine di temperatura (che causa l'ittioftiriasi) e ph.



Alimentazione
Onnivoro; si ciba di vermi, crostacei e materiale vegetale. Si nutre prevalentemente di prodotti vegetali in pastiglie (da fondo), anche se non disdegna i comuni mangimi in fiocchi.

Riproduzione
Specie non ancora riprodotta in acquario. Essendo una specie longeva, si riproduce relativamente tardi. Non si conosce nel dettaglio la riproduzione, tuttavia sembra che più esemplari si muovano verso le zone a corrente veloce dei fiumi, arrivando ad accoppiarsi perfino in gruppo. Le femmine prima della deposizione cambiano alimentazione, cibandosi di pesci e aumentando la loro circonferenza nel giro di pochi giorni. Dopo la fecondazione esterna le uova sono abbandonate al loro destino, non sono rari i casi in cui gli adulti si cibano delle proprie uova.

Note Speciali
Convive facilmente con pesci di indole pacifica che vivono in branchi. Condivide generalmente l’acquario di comunità con ciprinidi e altri pesci asiatici (Trichogaster), ma può essere tenuto con successo anche in vasche che ospitano Discus.
Il botia è un pesce sostanzialmente robusto, vivono molto a lungo in acquario, ma da giovani è meglio prendere alcune precauzioni: i cambi d’acqua devono essere frequenti perché hanno bisogno di acqua pulita; non tollerano gli sbalzi termici, quindi attenzione nei cambi d’acqua invernali, cambiamenti repentini di 1 o 2 gradi possono essere letali.

Malattie
Il Chromobotia macracanthus è purtroppo intollerante alle medicine.
La malattia certamente più diffusa tra il Chromobotia macracanthus è l'ittoftiriasi comunemente definita "malattia dei puntini bianchi" e facilmente riconoscibile dalla presenza di piccoli punti bianchi sul corpo dei pesci colpiti. Spesso è provocata da uno sbalzo termico, da stress da trasporto e talvolta anche da uno stato di indebolimento dovuto a denutrizione o a cattive condizioni ambientali. Il parassita " Ichthyophthirius multifilis " agisce attaccando il pesce, penetrando nell'epidermide fino a raggiungere lo stadio adulto. A questo punto può abbandonare l'ospite per riprodursi ( in modo esponenziale ) ricominciando il ciclo.
Riconoscere questa malattia è abbastanza semplice: Generalmente gli ospiti colpiti si strofinano sui materiali decorativi ( anfore, rocce, alghe, fondo ecc ) presentando irregolarità nel nuoto e in casi più gravi difficoltà respiratorie seguita dallo stazionamento in prossimità della superficie.

Per curare la Ittioftiriasi possiamo seguire un semplice procedimento.
Innanzitutto sarà necessario alzare la temperature, se possibile, fino a 30° accellerando così il processo di sviluppo del parassita considerando che la sua vulnerabilità aumenta nel momento in cui si separa dal corpo del pesce.
A questo punto è possibile intervenire con un antiparassitario non dimenticando però, di filtrare l'acqua con carbone attivo a fine trattamento.
Considerando, inoltre, che la vita del parassita in assenza di ospite è di circa 3 giorni, è consigliabile trattare i pesci colpiti direttamente in un acquario di quarantena senza agire nella vasca principale, in particolar modo in presenza di invertebrati, per evitare così di danneggiare sia quest'ultimi che la flora batterica dell'intera vasca che verrebbe con molta probabilità compromessa.

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Paracheirodon innesi (Pesce Neon)

martedì 15 settembre 2009



Il Paracheirodon innesi (comunemente Neon o Tetra Neon) è un piccolo pesce d'acqua dolce tropicale appartenente alla famiglia delle Characidae. Conosciuto comunemente come Neon, è originario dell'Amazzonia peruviana, dove abita il bacino idrografico del fiume Solimões e del Rio delle Amazzoni, in canali naturali e piccoli corsi d’acqua nella foresta.

Morfologia
Corpo fusiforme, leggermente schiacciato nella parte posteriore, raggiunge una lunghezza di 4 cm.
Il dorso è verde oliva, con una fascia blu luminescente al centro del corpo, per quasi tutta la sua lunghezza. Al di sotto di questa, è presente una seconda fascia rosso brillante,dal centro del corpo fino al peduncolo caudale. Il ventre è argenteo, le pinne trasparenti.
Molto simile d'aspetto al Cardinale o Cheirodon axelrodi, essendo entrambi caratterizzati da una striscia fortemente rifrangente, tanto da sembrare luminosa. Si distingue dal Cheirodon axelrodi per la banda rossa che inizia a metà del corpo e le pinne più sviluppate (nel Neon), globalmente il neon appare più "luminoso" del cardinale.
Il dimorfismo sessuale non è evidente, anche se alcuni sostengono che i maschi rimangono più snelli: le femmine mature sensibilmente più gonfie e massicce dei maschi.
Varianti: ne esiste una variante che si differenzia solo per la striscia blu rifrangente che, invece di estendersi sui fianchi, copre solo la parte superiore degli occhi.

Comportamento
Pacifico pesce, abbastanza vivace che andrebbe allevato in gruppi di 10 esemplari con pesci pacifici di uguale taglia anche in vasche di piccole dimensioni (almeno 30 litri di capienza). Se non è tenuto in branchi di 6-8 specie diventa molto timido.
Il loro simpatico modo di nuotare muovendosi in gruppo, e la rapidità degli spostamenti nell'acqua, possono talvolta disturbare pesci piuttosto esigenti come ad esempio i Discus (Symphysodon), anche se in natura vivono anche nelle stesse acque, dove con gli Scalari sono stati spesso notati insieme.
Sono splendidi quando si radunano in branco, e nuotano all'unisono da una parte all'altra dell'acquario; però questo è uno spettacolo che dura poco, il tempo di ambientarsi e ognuno gironzolerà per conto suo, riunendosi solo in caso di pericolo.

Habitat
Va allevato in acquari con un'acqua bene ossigenata, preferibilmente dedicati ai biotopi amazzonici. L'acqua non deve essere troppo dura ed alcalina: i migliori risultati si ottengono con un filtraggio su torba ed un'illuminazione attenuata, in un ambiente con folta vegetazione abitato da pesci tranquilli (meglio se pochi) e di taglia non eccessiva (Ciclidi nani, altri Caracidi, Labirintidi di piccola taglia).colorazione del fondo scura, fitta vegetazione lungo le pareti, ampi spazi per il nuoto.
Illuminazione non particolarmente intensa. Le acque sono leggermente acide (pH 6,5-6), di temperatura attorno ai 22-26 °C. Mai oltre i 26 °C.
A differenza del Cardinale, il Neon mal sopporta le temperature elevate, non è perciò consigliabile per l'associazione con i Discus.



Alimentazione
Specie originariamente carvinora che accetta comunque qualsiasi tipo di cibo rapportato alla sua bocca.
Gli adulti possono essere alimentati con mangime secco, ma gradiscono anche alimenti surgelati o preferibilmente vivi come insetti, vermi, crostacei, alghe, artemie e dafnie. Importante un'integrazione di cibo vivo o surgelato per accentuare la colorazione e stimolare la riproduzione.

Riproduzione
L’acqua deve avere una durezza non superiore a 5 ° dGH, Temperatura intorno ai 25° C, illuminazione ridotta al minimo. Si può riprodurre con successo, soprattutto in un acquario dedicato, le coppie (riconoscibili dai giochi amorosi) vanno isolate in vasche appositament adibite, una volta deposte le uova i genitori vanno rimessi in acquario.
Le uova (fino a 500) vengono deposte tra le foglie di muschi e piante acquatiche. I minuscoli avannotti si nutrono con infusori. Importante la quasi completa assenza di luce, mal tollerata dalle uova.
Per facilitare le femmine alla maturazione delle uova, può rendersi necessario inserirle in una vasca con acqua a temperatura che oscilla tra i 16 ed i 22 gradi celsius, in questo modo potranno acquisire il desiderio di deporre.
La coppia poi, può anche essere inserita in una vasca di modeste dimensioni, con acqua molto tenera (2-3 dgh), leggermente acida (ph 6-6,6), dove sia presente una buona vegetazione costituita anche da piante con foglie particolarmente sottili (Myriopyllum, Limnophila, Mayaca, etc.), caratteristica che questi pesci amano particolarmente.
La deposizione e fecondazione delle uova, inizia generalmente la sera, e può durare anche 6 o 7 ore, poi, una volta deposte e fecondate le uova, la coppia dovrebbe essere allontanata per evitare che si possa cibare delle stesse.
Non dobbiamo mai dimenticare che con i pesci in cattività, questo non è un comportamento raro, semmai il contrario.
Possono essere molteplici i fattori che spingono la coppia di una specie mangiare le uova che loro stessi hanno deposto e fecondato, ad esempio il timore che altri pesci le possano loro sottrarre, oppure alcuni parametri dell'acqua che non li soddisfano appieno, insomma, se non trovano l'ambiente in cui vivono perfetto per le loro esigenze, possono arrivare solo ad un punto della riproduzione e non alla cura della prole.

Note Speciali
La convivenza con Discus e Scalari è possibile purchè siano tenuti insieme da piccoli.
Se inseriti in un secondo momento, i Neon verranno quasi sicuramente predati.
Spesso in acquario si tende a fare l'accoppiata guppy-neon, questi ultimi avrebbero bisogno di acqua tenera e acida, al contrario dei guppy.

Malattie
Tipica in questa specie la cosiddetta "Malattia del Neon"(Pleistophora hyphessobryconis), che si manifesta con lo sbiadimento dei colori e con zone bianche nelle parti piu' colorate del pesce, nonchè deformazioni e gibbosità della spina dorsale. Malattia molto conosciuta ma non molto comune a differenza di altre affezioni di origine protozoaria.
La sua origine è dovuta al protozoo Pleistophora hyphessobryconis che colpisce quasi esclusivamente i pesci neon (Paracheirodon innesi) e molto raramente i Cardinali (Paracheirodon axelrodi), oltre ad alcuni ciprinidi (Rasbora, Barbus) e alcuni Belontiidi (Colisa).

Quadro sintomatico: Si manifesta con lo sbiadimento della colorazione rosso-azzurra dei pesci neon, il colore diventa lattescente la marginatura dei colori è sfumata,con la deformazione della colonna vertebrale, posizione obliqua; i pesci presentano anche dimagrimento, inappetenza e improvvisi scatti specie in fase di riposo.
Nei Belontiidi la malattia si manifesta solamente con la comparsa di tumefazioni nella regione retrobranchiale. La diffusione di questa malattia avviene attraverso l'apparato digerente, quindi, vista la propensione al cannibalismo dei Neon, è opportuno isolare immediatamente gli esemplari colpiti in modo che non vengano attaccati dal gruppo, contribuendo così al diffondersi della patologia.
Non esiste una terapia relamente efficace contro la Pleistoforosi (o appunto malattia dei Neon), la malattia è cronica, a lento decorso e non colpisce contemporaneamente tutta la popolazione.

Terapia: Non esistono trattamenti efficaci contro la pleistophorosi: Attiualmente, a solo titolo di ricerca, si sottopongo i pesci malati a bagni di fumagillina, furazolidone, ossitetraciclina con risultati contrastanti.
Al momento la via migliore è la prevenzione isolando i soggetti parassitati ai primi sintomi, evitando così il contagio che solitamente avviene con il rilascio delle spore ad opera di pesci malati e deceduti o tramite cannibalismo.

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Pierangelo Bertoli - Voglia Di Libertà

mercoledì 26 agosto 2009


Vorrei poter suonare ancora un po'
E poi seguirti fino in capo al mondo
Mi vestirei di stracci come so
E sarei pronto a fare il vagabondo e a raccontare a tutti il mio passato
Che è un campionario di mediocrità
Ad accettare tutto mi è costato
Ed ho perso te che amo libertà
Per te io vincerei questa paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e chi non vale
Mi specchierei ma senza ipocrisia
Nell'acqua dove affonda la bugia
E laverei dal cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna
Mi vedi un po' indeciso ma che importa
Mi basterà varcare quella porta
E un mondo nuovo si aprirà davanti incerto ma pulito dagli inganni
E non avrò nessuno a cui badare, nessuno che mi chiamerà papà
Non una donna da dovere amare
Ma un solo amore la mia libertà
Però dovrei buttare la paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale dove regna chi bara e chi non vale
Specchiarmi e farlo senza ipocrisia nell'acqua dove affonda la bugia
Lavare dal mio cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna
È facile parlare ma il coraggio se non l'hai dentro non lo puoi trovare
Non è come un pezzetto di formaggio che quando hai voglia te lo puoi comprare
Se libertà vuol dire rinunciare a tutto ciò che offre la realtà
Allora cara amica mi dispiace, mi spiace tanto ma io rimango qua a sopportare ancora la paura
Di vivere ogni giorno tra le mura di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e chi non vale
A volte servirà l'ipocrisia, a volte qualche piccola bugia
Ma non si sta poi tanto male in questa fogna
Se sai nascondere bene la vergogna.

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Sete di te m'incalza

mercoledì 5 agosto 2009


Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.

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Un giudice impone il divieto al "diavolo" di uscire la notte

venerdì 17 luglio 2009



Accade a Seasalter, vicino Southend, in Gran Bretagna. Un uomo Gavin Paslow, 39 anni, grazie a molteplici interventi chirurgici, ammontanti ad un totale di 4000 euro, si ritrova ad avere la lingua biforcuta, i canini appuntiti, le orecchie a punta, gli occhi decolorati e persino le corna.

Di recente ha cambiato persino il proprio nome, registrandosi all’anagrafe come Diablo Delenfer (Diavolo dell'inferno). Gli manca solo la coda ma Diablo è deciso a farsi trapiantare qualcosa che gli somigli già entro i prossimi anni. "Dicono che per ora non è possibile - ha spiegato deluso al Sun - ma la ricerca fa passi da gigante, entro qualche anno sono sicuro che avrò una bella coda".
Tutti i chirurgi gli hanno detto che è tecnicamente impossibile, ma si sa: le vie del demonio sono infinite...

La cosa curiosa è che Diablo ha pensato bene di farsi pagare queste trasformazioni con sovvenzioni statali, per un totale di 3500 sterline (oltre 4mila euro), ma non è riuscita a nascondere la truffa. E' proprio il caso di dire "ne sa una più del diavolo". Diablo così è stato condannato a svolgere 200 ore di lavoro non retribuito e a rintanarsi in casa dalle 5 del pomeriggio alle 5 della mattina,

L’uomo, si definisce tuttavia una persona come tante, sebbene esteticamente diverso. "Non ho niente di sbagliato, la gente non deve avere paura di me, sono solo un uomo normale". Sarà pure vero, ma un giudice gli ha vietato comunque di aggirarsi per le strade della città durante le ore notturne, per evitare di spaventare i passanti.

Diablo, padre di due figlie di 3 e 15 anni, con il suo comportamento sta tuttavia stravolgendo la vita dei propri cari. In primis è stato lasciato dalla moglie. La figlia maggiore, ad esempio, non approva i suoi insoliti e inquietanti cambi di look, ma di questo lui non sembra esser preoccupato. “Le sue amiche dicono che sono figo - ha spiegato il demonio inglese - ma agli incontri tra i genitori lei non mi fa mai andare. A molte donne piace il mio look, ma ce ne sono anche tante altre a cui non piace. I miei genitori? Continuano a volermi bene, sono pur sempre loro figlio. Ma mia madre mi chiama ancora Gavin".

(fonte The Sun)

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